Location suggestiva, ambiente tranquillo e tanta buona musica di qualità. Questa è stata la formula vincente che sabato sera ha visto il piazzale antistante l’ingresso al Museo della Città della Scienza riempirsi di giovani e non, per un grande evento musicale che non ha deluso le aspettative: la reunion degli Almamegretta, che a distanza di qualche anno dal loro scioglimento, sono ritornati insieme sul palco per dar vita ad una ripassata delle loro più belle canzoni, molte delle quali rivisitate per l’occasione. Un evento davvero importante ed emozionante per tutti i fan della formazione napoletana capitanata dal Raiz. Il “Sanacore lab festival, vent’anni in dubb”, organizzato nella cornice della Città della Scienza, che non è per niente nuova ad ospitare questo tipo di eventi, è stata l’occasione per festeggiare i vent’anni dalla nascita degli Almamegretta. Veri e propri fuoriclasse di un genere musicale che in Italia ha attecchito tempo fa e si è poi sviluppato e trasformato, grazie soprattutto al lavoro della band napoletana, che nel corso degli anni ha saputo miscelare sapientemente, atmosfere e suoni diversi, sensazioni, esperienze di vita , creando un sound unico ed inconfondibile che per anni è stato il loro marchio di fabbrica. Poi lo scioglimento del gruppo e le strade che si separano, senza però mai perdersi di vista, per poi ritornare sabato sera insieme ad emozionare i fan storici, quelli che li hanno visti, sentiti, cantati e che si sono amareggiati quando il progetto è finito. Ieri sera molti di quei ragazzi, allora ventenni, erano lì, con qualche anno di più, ma nel loro animo c’era l’emozione di rivedere la storica band di nuovo al completo e solo per un’ora. Non soltanto Almamegretta, e non soltanto dub. Il festival ha visto anche la partecipazione di altri gruppi che hanno avuto l’onore di partecipare a questa grande festa. I primi a salire sul palco sono stati i Lidryca, giovane e talentuoso gruppo, capitanato da Pasquale Ioime, che della difesa dell’acqua come bene comune hanno fatto un progetto non solo musicale, ma di vita. Un sound forte, muscoloso, ritmato con sonorità ricercate che lasciano intravedere tutta la potenzialità di una band che farà strada.

Subito dopo è stato il turno dei Foja, altro gruppo napoletano del quale già si parla bene da tempo e che dal vivo sanno esprimere tutta la classe e la tecnica che li contraddistingue e che cresce sempre di più. Poi è stata la volta del Raiz versione solista, che ha presentato alcuni brani del nuovo album YA. Il suo stile rimane lo stesso, anche se con l’avvento di nuove sonorità. Tutta un’altra musica quando invece è ritornato sul palco con la sua storica band, gli Almamegretta. Pubblico in delirio, braccia alzate e canzoni urlate fino all’ultimo filo di voce. Una sola ora, breve ma intensa, in cui pezzi come Nun te scurdà, O’ ciore chiù felice, la stessa Sanacore, sono state ripresentate in una nuova veste, suscitando anche stupore nel pubblico, che però ha apprezzato lo stesso le nuove melodie di pezzi che oramai sono un classico della musica contemporanea napoletana. Peccato che sia durato solo un’ora, peccato non sapere quando potrà accadere una cosa del genere nuovamente, perché il pubblico napoletano era desideroso di rivedere il gruppo di nuovo al completo. Ma non è detto che non possa succedere davvero di nuovo, perché visto il discreto successo di pubblico e critica, possiamo dire che l’esperimento è facilmente ripetibile e dunque… non ci resta che aspettare.