Anche Napoli ha ceduto alla moda del Burlesque, lo spettacolo stravagante di paillette e lustrini che sta coinvolgendo con nuova passione tutto il mondo. Dal 15 al 17 aprile 2011, infatti, sarà di scena al Teatro TIN (Teatro Instabile Napoletano) lo spettacolo “The Burlesque Show- le follie degli uomini poveri”, liberamente ispirato alle atmosfere retrò tipiche del vaudeville francese, ma che ingloba in sè il senso più ampio di questa arte considerata da molti autori di serie b, ma che invece è tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi anni. Lo spettacolo “The Burlesque Show“, che rientra nella rassegna più ampia di “Se son donne fioriranno”, si compone di un insieme di momenti comici e clowneristici  intervallati da ironici e seducenti strip-show, un po’ strizzando l’occhio agli spettacoli che si tenevano negli antichi caffè chantat napoletani, contraddistinti da note ironiche e da spettacoli ideali ad intrattenere il pubblico sì ricco, ma dalla cultura approssimativa che contraddistingueva la classe dirigente dell’epoca.

Gli artisti in opera sul palcoscenico del Teatro TIN saranno una band musicale più due performer. La band “Nuages”, chiamata così in omaggio al grande chitarrista Django Reinhardt, sarà formata da Antonio Cece e Dario Bellicoso alle chitarre, Catello Tucci al violoncello e l’attrice-cantante Valentina Bruno alla voce, che intratterranno il pubblico con un repertorio composto da famosi standard jazz rivisitati in chiave manouche. Le esibizioni burlesque sono, invece, ideate e realizzate dalle attrici-ballerine Floriana D’Ammora e Lidya Cascone, in arte Fanny Damour e Lidì Éclat.

Dall’incontro fra generi diversi nasce questo spettacolo, dove alla musica dal vivo si alternano i siparietti sexy su musiche che vanno dagli anni ‘20 agli anni ‘60, con riferimenti coreografici al Charleston, al Chicago musical, al cinema muto di Charles Chaplin, alle fisicofollie di Buster Keaton e alla danza dei veli di Loie Fuller. Si vuole poi rendere omaggio a Carosone con il suo Pianofortissimo, a Sonny Lester e alla sua strip-music, all’ironia pungente di Fred Buscaglione e al ritmo funky-soul di Wilson Pickett: uno spettacolo, quindi, che promette di essere interessante e non banale, cavalcando l’onda del momento con un pizzico di italianità che non guasta mai.