Stadio San Paolo, terreno di gioco in pessime condizioni: è allarme

Stadio san Paolo

È allarme San Paolo: il manto erboso dello stadio del Napoli è in pessime condizioni, colpa di un fungo parassita che si è sviluppato a causa dell’elevata umidità presente sul terreno di gioco.

Lo stato dell’erba che dovrà ospitare gli azzurri nel prossimo campionato non fa dormire sonni tranquilli a Mazzarri che ha mostrato le sue perplessità al termine dell’amichevole di domenica scorsa contro l’Olympiacos: “Così non si può giocare – le parole del tecnico -, ma mi hanno assicurato che per l’esordio casalingo in campionato il terreno sarà risistemato”.

Due settimane quindi per rianimare un terreno inaridito da un fungo sorto a causa del clima torrido delle ultime settimane: nel corso della partita contro i greci l’erba ha lasciato quasi subito il posto a sabbia e terreno, facendo sembrare il terreno di gioco di uno degli stadi più importanti della Serie A un campetto di una squadra dilettante. Per salvare il manto erboso del San Paolo servirà una disinfestazione e toccherà alla società di De Laurentiis affidare l’incarico a una ditta specializzata e sostenere il costo dell’operazione.

A dirlo è l’assessore comunale allo Sport, Pina Tommasielli, che dalle pagine del ‘Corriere del Mezzogiorno’, afferma:  “Sono a conoscenza del virus che ha colpito l’erba del San Paolo e siamo in contatto con il Napoli per capire l’evolversi della situazione. C’è la necessità di un trattamento speciale che la società azzurra, responsabile della manutenzione del prato, avvierà il prima possibile“. Per ridare vigore al terreno di gioco occorreranno due interventi realizzati con un funghicida, intervallati da un periodo di tempo in cui il manto erboso dovrà arieggiare: il debutto al San Paolo è previsto per il 2 settembre, per assicurare un terreno di gioco all’altezza non c’è più tempo da perdere.


Bruno De Santis - © Riproduzione riservata

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Informazioni autore: Bruno De Santis

Giornalista professionista napoletano. “Le parole sono tutto ciò che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste”.